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Animali in soccorso

la pet-therapY

I CAMPI D’APPLICAZIONE


 

I principali campi di applicazione della pet-therapy sono:

1.     Finalità psicologiche-educative: Trattamento dei disturbi comportamentali soprattutto nei bambini e riduzione dell’aggressività in situazioni critiche (prigioni, luoghi di detenzione in genere, manicomi criminali, ecc.);

2.     Finalità psichiatriche: Trattamento della Sindrome di Deprivazione (Autismo); trattamento e prevenzione delle Sindromi Depressive negli anziani; stati di ansia e tensione neuro-psichica;

3.     Finalità mediche: Convalescenza a seguito di malattie, ipertensione, recupero dei cardiopatici, malattie croniche, soprattutto di tipo neuro-muscolare,

4.     Finalità motorie-riabilitative: Trattamento e riabilitazione per deficit motori di diverso tipo.

Ancora il contatto con un animale domestico può essere di fondamentale supporto anche a bambini normodotati in tutte le fasi del loro sviluppo contribuendo al loro senso di fiducia nel mondo e in se stessi, facilitando l’esplorazione e l’indipendenza, supportando l’apprendimento e l’acquisizione di nuove competenze, facilitando l’apprendimento del funzionamento mentale proprio e di un altro individuo attraverso il processo di antromoporfizzazione e poi di generalizzazione (leggere gli stati d’animo e le emozioni dell’animale risulta per il bambino molto più semplice poiché queste si esprimono attraverso modalità comunicative non verbali a lui più consone).

All’interno dei numerosi meccanismi alla base della relazione terapeutica col supporto dell’animale (come la comunicazione, il gioco, il contatto fisico, la funzione di lubrificante sociale e l’attaccamento.) troviamo anche quello dell’assunzione di responsabilità, in quanto è noto che l’animale è un essere vivente, la cui sopravvivenza dipende quasi esclusivamente dalle nostre azioni. L’autostima risulta quindi una variabile cruciale, il prendersi in carico un animale, a qualsiasi livello, cioè sia avendone la diretta responsabilità (ad esempio in casi di animali lasciati in residenze o di affidamento o di proprietà vera e propria), sia sperimentando piccoli livelli di responsabilità limitata nel tempo (come spazzolare il cane, portarlo a guinzaglio, condurre un cavallo, strigliarlo, dargli da bere o da mangiare), può intervenire facilitando il rafforzamento dell’Io che spinge all’evoluzione e alla maturazione del soggetto, alla  riacquisizione di un’immagine positiva di sé e del proprio valore, all’empowerment e all’autorealizzazione (Giusti e La Fata, 2004).